martedì, 07 giugno 2005 / BACK HOME


Si torna alle origini:

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lunedì, 06 giugno 2005 / ORIO-SHOPPING


Attenzione, avvistate nella giornata di sabato nei pressi dell'Oriocenter (BG) due pericolose cavallette, palesemente deluse dall'altra metà del cielo, stanche di essere considerate delle depresse e con un solo imperativo: comprare.

Mentre la cavalletta senior dai lunghi capelli neri sfogava le sue voglie spendendo l'intero premio produzione in ogni tipo di abito e accessorio, dalla cintura al costume da bagno, la cavalletta junior, quando non era impegnata a contemplare negli specchi la sua nuova frangetta, ha così concentrato i propri acquisti:

H&M

Canotta-copricostume di cotone a costine gialla con disegno

Reggiseno balconcino a righe colorate + perizoma coordinato

Borsa piccola di tela giallo fosforescente

JENNIFER

Pigiama estivo di raso lilla

Camicia da notte di cotone sui toni del blu con fantasia di gattini

Coulotte nera con piccolo coniglietto di brillantini laterale (idem in bianco)

Perizoma bianco con stampa DON'T TOUCH (molto azzeccato) nera

Perizoma nero con scritta LOVE ME (altrettanto azzeccato) rosa

FELTRINELLI

Segnalibro con stampa di G.Klimt

Portachiavi del Piccolo Principe

Taccuino di Valentina* [G.Crepax]

*=(..per me la donna più bella al mondo..anche se non esiste..)

La nota comica della giornata: mentre io e Magnolia stiamo pranzando chiama Enrico.. Ovviamente mi guardo bene dal rispondergli. E' una decina di giorni che continua a provare ma viene regolarmente ignorato dalla sottoscritta. Mentre spiego questo alla mia amica, riattacca Enrico e chiama.. Il Licantropo!!!!

Al che, un po' sbigottita, fisso Magnolia dritta negli occhi e inclinando la testa le dico: "Mi chiama con il suo numero, vede che non rispondo.. E mi fa chiamare dal suo amico? Come se non sapessi che sono insieme. Ma pensano proprio che io sia scema??????"

Pensare che una telefonata del Licantropo, un mese fa, mi avrebbe fatta sussultare.. Che scema.

La sera eravamo talmente stanche che dopo una squisita pizza alla pasta di soia e quattro chiacchiere, siamo crollate nel mondo dei sogni!

Nel corso della seconda e ultima giornata non potevo non far vedere la luce al bancomat ancora una volta: da Mangano, ho preso dei minuscoli pantaloncini di jeans (quelli che mia mia madre definisce ottopan) troppo belli, esattamente come li volevo per andarci a ballare. Ovviamente anche Magnolia ha comprato qualcosa..

Infine il rientro, ma senza troppa malinconia, tanto venerdì prossimo ci rivediamo.. Lago di Lugano, aspettaci!!

Ps. Virgi, questa te la dedico e me la dedico ancora una volta:

Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te in cui fa freddo
è il posto in cui nessuno è entrato mai
quella che non sei.

Io ti ho vista già eri in mezzo a tutte le tue scuse
senza saper per cosa.
Eri in mezzo a chi ti dice "scegli": o troia o sposa.
Ti ho vista vergognarti di tua madre
fare a pezzi il tuo cognome
sempre senza disturbare che non si sa mai.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te che tieni spento
è il posto in cui nessuno arriva mai
quella che non sei.

Ti ho vista stare dietro a troppo rimmel
dietro un'altra acconciatura eri dietro una paura
che non lasci mai.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te in cui fa freddo
è il posto in cui nessuno è entrato mai.
Quella che non...

Ligabue - Quella che non sei





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mercoledì, 01 giugno 2005 / LE COSE CHE DOVREI FARE


- Prendere la patente. Ovvero studiare, andare alle lezioni di teoria, fare delle guide. Provarci. Anzichè farmi venire un colpo apoplettico solo immaginandomi con un volante in mano.

- Terminare gli studi. Ovvero iscrivermi (nuovamente) alle scuole serali, andare alle lezioni, studiare, superare le verifiche e le interrogazioni. Così potrò smettere di raccontare bugie quando mi chiedono in cosa sono diplomata e di provare quello sgradevole senso di inferiorità in presenza di studenti universitari o laureati. Questo implica farsi passare gli attacchi di panico che mi prendono in vicinanza di un libro aperto o di una classe piena-

- Prepararmi al trasloco. Ovvero prendere consapevolezza del fatto che da Felpi siamo sempre meno graditi e, a prescindere, quella non è casa mia. Prendere delle grosse scatole di cartone e mettere via libri e quant'altro. Questo significa affrontare i ricordi che si nascondono dietro un peluche o una lettera, che tengo seppelliti da generosi strati di polvere e vecchi estratti conto.

- Occuparmi del mio corpo in maniera intelligente. Ovvero, smettere di vederlo come un capro espiatorio o un'entità dispettosa che ha accumulato grasso alle mie spalle mentre dormivo. I cinque chili che mi ritrovo addosso non sono una condanna divina, non sono la prova che sono un'incapace buona a nulla, ma possono essere smaltiti con una dieta equilibrata e tanta attività fisica. Quindi evitare espedienti quali digiuni, lassativi, dita in gola e discorsi del tipo "in piscina/palestra/correre non ci vado perchè tutti si accorgeranno di quanto sono goffa e ridicola"

- (Con gli uomini) Andarci piaaano, piaaano, pianino. Smettere di sperare che il primo pirla incontrato per strada, anche se è vestito d'azzurro, possa essere l'uomo della mia vita. Nella foga romantica dei fuochi d'artificio iniziali, mantenere una certa lucidità. In modo da non scambiare, per l'ennesima volta, rospi di dimensioni monumentali per aspiranti principi.

Forse era più onesto scrivere "Le cose che non farò mai.." 





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martedì, 31 maggio 2005 / SOLE FUORI, BUIO DENTRO


Sdraiata a pancia in giù sull'asciugamano di Titti, sotto gli occhiali da sole, mi sono sfuggite lacrime di delusione.

A volte la mia vita sembra una farsa, la bella persona grande e matura che credo di essere non è altro che un criceto piagnucolante, discendente diretta della novella "Matilde e la ricottina", un fantoccio di belle intenzioni e poca realtà, che spalanca i piccoli occhi celesti e sospira, vittima incosciente delle proprie speranze.

Ho odiato tutto e tutti. Gli sguardi e i commenti di chi mi stava intorno, perchè aderivano lascivi alla mia pelle bianca come edera. Gloria ed il suo amore molesto, perchè il gioco sporco nel quale mi lascio trascinare mi lascia addosso tutta la tristezza di una prostituta bambina. Me stessa, perchè credevo di essere cresciuta e invece sono solo la replica di una replica di una replica di una replica. Cambiano solo pochi, insignificanti dettagli, ma il copione resta invariato. 

Vorrei possedere due cuori, interscambiabili, perchè questo non funziona bene: è troppo fragile, si piega, si graffia, si incrina, traballa, si gonfia. Mi piacerebbe, ogni tanto, smettere i panni dell'ipersensibile perchè divento fastidiosa, soprattutto per il piccolo giudice che risiede nella mia testa e punta il dito verso ogni mia debolezza e/o mancanza.

Com'è difficile essere me. Non ci ho ancora capito niente.





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lunedì, 30 maggio 2005 / (dal blog di Creusa)


10 cose da fare prima di passare a "miglior vita"

E adesso tocca a voi ragazze/i:

  1. Sdorilamas
  2. Stella Segreta
  3. Magnolia
  4. Morbida
  5. Psycoticdoll ( Jen )




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venerdì, 27 maggio 2005 / READY FOR LIVORNO


Vorrei che fosse già stasera per immergermi testa e corpo nell'atmosfera festaiola, immagino una Stella Segreta bella più che mai, persone nuove da conoscere, i flash delle macchine fotografiche e la torta con le candeline.

Ho preparato la valigia con la massima cura, provando e riprovando ogni abbinamento fino alla nausea, in una sfilata di insoddisfazione e rabbia per questo corpo così maledettamente presente. Se non riuscirò a far passare sottotono la sua scomoda esistenza -almeno per qualche ora- difficilmente riuscirò a divertirmi.

Post-cena: Frau. Perchè non c'è due senza tre.

Sembra tutto perfetto, no? E allora perchè mi sento triste e ho una gran voglia di rannicchiarmi da qualche parte?

Le risposte, o presunte tali, questa volta preferisco tenerle per me.

(e poi magari mi sbaglio, magari torno lunedì e scrivo che è stata la festa più grandiosa alla quale abbia mai preso parte e che ho messo da parte i pensieri per ben due giorni..)





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giovedì, 26 maggio 2005 / MARMELLATA # 25


Ci sono le tue scarpe
ancora qua ma tu te ne
sei già andata

C'è ancora la tua parte
di soldi in banca ma
tu non ci sei più

C'è ancora la tua patente
rosa tutta stropicciata,
nel tuo cassetto un libro
letto e una Winstom blu...l'ho fumata

Ci sono le tue calze rotte
la notte in cui ti sei
ubriacata

C'è ancora lì sul pianoforte
una sciarpa

Ci sono le tue carte,il tuo profumo
è ancora in questa casa,proprio
lì dove ti ho immaginata...c'eri tu

Rit. Ahhh da quando Senna non corre più
Ahhh da quando Baggio non gioca più
oh no no da quando mi hai lasciato pure tu
non è più domenica...e poi si dimentica
Non si pensa,non si pensa più

Ci sono le tue scarpe
ancora qua ma tu non
sei passata

Ho spiegato ai vicini
ridendo che tu non ci sei più

Un ragazzo in cortile
abbraccia e bacia la sua fidanzata,proprio
lì dove ti ho incontrata...non ci sei più!

Rit. Ahhh da quando Senna non corre più
Ahhh da quando Baggio non gioca più
oh no no da quando mi hai lasciato pure tu
non è più domenica...e non si dimentica

Ora vivo da solo in
questa casa buia e desolata,
il tempo che dava l'amore,lo tengo solo per me
Ogni volta in cui
ti penso mangio chili di marmellata...quella che mi nascondevi tu...l'ho trovata!

Stamattina alle cinque sono sgattaiolata davanti al televisore con il gatto in braccio. Dopo un sogno dolceamaro, il sonno era fuggito. Ho iniziato la giornata guardando video musicali ed ora canticchio Cremonini.

E mi sento tutt'altro che depressa, infatti sto sorridendo. Certe giornate sono belle.

Le giornate sono belle perchè c'è sempre qualcosa di inaspettato, come un giro per negozi organizzato all'ultimo secondo, dal quale ritorni frusciante di sacchetti con -ben- tre magliettine nuove.

Le giornate sono belle perchè c'è qualcosa da aspettare, un momento speciale da condividere, che cambia le regole del tempo. Uno spazio irrinunciabile. A parlare di tutto, a parlare di niente. Le dita che saltano veloci sulla tastiera e le risate soffocate con la mano per non farsi sgamare. 

Le giornate sono belle perchè lo sono e basta. Sembra estate. Ho inaugurato la stagione con una striminziata canottiera di un arancio acceso. Gli operai del capannone accanto mi chiamano "Raggio di sole". Arrossisco. Ringrazio.

Perchè domani sera potrò cantare "Tanti auguri a Elisa", tenendo le dita incrociate dietro la schiena, nella trepida attesa che scarti il mio regalo. Mi sto allenando a darle un abbraccio mozzafiato, mentre con gli occhi lucidi ripeterò come una scema "tivogliobenetivogliobenetivogliobenetivogliobenetivogliobenetivogliobene"

Perchè sabato prossimo rivedrò Virginia e dimenticheremo il mal d'amore ubriacandoci di negozi e risate.

Perchè..





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Categoria --> frammenti della mia vita


mercoledì, 25 maggio 2005 / FINE GIORNATA


Il sole sta tramontando, brandelli di fuoco e oro incorniciano la finestra ed io sono il ritratto della tranquillità: testa piegata di lato, occhi bovinamente dolci ed un sorriso appena accennato che non posso (e non voglio) nascondere.

Mi piacerebbe lasciarmi andare, rincorrere le mie fantasie, seguirle come fossero nastri colorati che volteggiano nell'aria. Saltare a piedi uniti, cercando di afferarle. Soffiare via, pian piano, la polvere dal cuore, in modo che torni a brillare di una luce nuova.

Chiudere la porta al passato invadente, senza ascoltare la voce del rancore e dell'amarezza. Liberarmi dal fardello dei rimpianti.

E intrecciare le mie dita in quelle di un'altra mano, con il cuore che batte troppo forte per parlare. Ricominciare da capo. Ricominciare da zero.

Chissà se è possibile?





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martedì, 24 maggio 2005 / INASPETTATO


Venerdì sera avevo superato me stessa: jeans ultrasexy a vita ultrabassa con cintura di paillettes nere, top nero aderente con scritta JE T'AIME in brillantini, decolletès e l'immancabile Steel Sawe al collo.

Cena nella mia pizzeria preferita, strapiena come ogni fine settimana. Io e A. (che, per inciso, è il mio parrucchiere da tre anni) ci siamo trovati benissimo da subito, parlando e scherzando a ruota libera, dimenticando il mondo intorno a noi al punto che ci siamo accorti del malore della vecchietta del tavolo accanto solo quando è venuta l'ambulanza a portarla via.

Al che ci siamo guardati negli occhi sospirando e, mentre tutto il ristorante si agitava intorno all'anziana svenuta noi, sensibili come pietre, ci siamo detti "Adesso chissà quando ci portano il dolce!!"

La versione moderna della collezione di farfalle consiste in una passione comune per il the e gli infusi in generale. Abbastanza consapevole di come andrà a finire la serata, mi ritrovo su uno sgabello della sua cucina, che sembra uscita da una pagina del catalogo IKEA, a sorseggiare una bevanda ignota ma gradevole.

Mi bacia. Niente. Come leccare un parquet. Il suo sapore non mi piace. La sua lingua nella mia bocca è qualcosa di estraneo, impersonale. Incompatibilità totale.

Ma a giudicare da come viaggiano le sue mani e dai mugolii soddisfatti che emette, la percezione negativa è solo mia. Mi stacco con delicatezza e, mordendomi l'unghia del pollice, rossa di imbarazzo fino alle caviglie, lo metto a conoscenza del fatto che non ho provato nulla. Incassa con stile, da gran signore. Parliamo del più e del meno e compiamo un secondo tentativo, miseramente fallito.

Ci trasferiamo sul divano. Non so dove guardare, dove tenere le mani, tengo il busto teso in modo del tutto innaturale, chiedendomi quanti minuti mi separano dal momento in cui pronuncerà le fatidiche parole "Ti accompagno a casa?"  

E invece, insospettabilmente, comincia a parlare di me. A leggermi dentro, smontandomi mattoncino per mattoncino, tirandomi fuori verità nascoste e segreti inconfessabili. Lo ascolto rapita, tenendolo per mano, le gambe appoggiate sulle sue.

Non dimenticherò mai le sue parole, la sua dolcezza. Ho pianto come una bambina, con la faccia nascosta fra le pieghe della sua camicia.

La mia vita è cambiata, da quel venerdì sera. Adesso lo so, non mi vergogno ad ammetterlo. Voglio la favola. Voglio vedere la mia immagine sorridente riflessa negli occhi di un'altra persona, una persona speciale. Qualcuno che sappia tenermi, senza farmi male.

Una storia normale e al tempo stesso magica, vibrare al contatto con l'altra persona, desiderare di conoscere i suoi pensieri più intimi, guardare il insieme tramonti, videocassette, città.

Ascoltare l'autoradio cantando a squarciagola con i finestrini abbassati, correre sulla sabbia, ballare, scattare fotografie, tenersi per mano, ridere, sussurrare.

Fare l'amore. Non scopare, trombare, chiavare, montare e sinonimi. Fare l'amore. Accarezzare la pelle dell'altro e trattenere il respiro per l'emozione, spogliarsi lentamente, quasi con timore, guardandosi con gli occhi che brillano.

Basta svendersi, voglio disintossicarmi dal cinismo, dalla disillusione. Chi avrà le mie labbra, avrà anche il mio cuore.

Nonostante le paure, ho voglia di innamorarmi.

Senza incontrare mai gli sguardi
parliamo a lungo dei tuoi sbagli
di storie in cui hai creduto
e foto che poi hai
strappato
e di ferite aperte, di parole sempre le stesse,
dette ma svuotate, perciò dimenticate

Sai che c’è, c’è che prima o poi
ti accorgerai che,
io sono quello che hai voluto,
che da sempre hai cercato

Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, lo capirai, non finirà mai
in una specie estinta noi,
unici due superstiti

Sai non voglio, non pretendo
cose che non mi vuoi dare
non so dire frasi fatte
per un letto da disfare che
poi non ti è rimasto niente,
é solo che io ero già nel tuo futuro,
nel passato nel presente

Sono qui per farti credere ai miracoli
sono qui per sovvertire i pronostici
l’amore è una marea, come distrugge crea
e tu non puoi respingermi,
lo sanno anche gli angeli

Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, ora lo sai, non finirà mai
di una specie estinta noi,
unici due superstiti

Raf - Superstiti





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venerdì, 20 maggio 2005 / MATTINIERA, MIO MALGRADO


La sveglia segna le 05:22 quando i miei occhi si affacciano sul resto del mondo, incolore e addormentato.

Quaranta minuti e quattromilacinquecento cambi di posizione più tardi, mi è chiaro che sono irrimediabilmente sveglia.

Giro per casa in mutande, conto le pillole giornaliere e le dispongo in ordine di grandezza sul tavolo.

Butto la testa sotto il rubinetto del lavabo e sfrego energicamente, illudendomi di veder scivolare i brutti pensieri nello scarico, trattenuti dalla schiuma.

Mentre mi barcameno con spazzola e phon (e non sono nemmeno le sette del mattino) penso che potrebbe essere un sintomo di innamoramento farsi la messa in piega, anzichè farmi venire i cervicali come al solito -testa bagnata e via- , in previsione della cena di stasera.

Senza contare che usciremo fra circa 13 ore e per allora i miei capelli saranno tornati i soliti carciofi mutanti.

Prima di colazione, salgo eroicamente sulla bilancia. Preferirei non averlo fatto. Quel 54,40 mi sigilla il cardias e la colazione perde il suo aspetto invitante. Le Gocciole® da GraziosiBiscottiUltraBuoni diventano VeleniTentatoriConcetratiDiCalorie.

Chiudo il sacchetto con aria meditabonda, progettando di reinserire abusivamente il Topamax nel cocktail farmacologico e di tirare fuori la tuta da corsa della Champion. Giusto per vedere se mi entra ancora.

L'effetto placebo dello Steel Sawe resiste e guardandomi allo specchio, forse solo per oggi ma chissenefrega, mi sento un po' meno Brutto Anatroccolo.

La borsa di oggi, oltre alle chiavi dell'ufficio, le medicine e le multe da pagare, contiene un asciugamano ed il costume da bagno.

Auguratemi il sole.





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Categoria --> frammenti della mia vita







°Quel che non posso dire°
°Farfalla con ali ricamate d'oro°
°Angelo interrotto scivolato nel fango°
°Luce accecante che brilla, che cura, che risarcisce le ferite°
°Ma alla mia, di ferita, chi ci pensa?°
°Principessa dell'insoddisfazione°




[ °J'adore° ]

Calore, magrezza, luce



[ °I hate° ]

Freddo, vuoto, attese, assenze




[ °Books° ]

About a boy - Nick Hornby
Alta fedeltà - Nick Hornby
Il bar sotto il mare - Stefano Benni
Margherita Dolcevita - Stefano Benni
Narciso e Boccadoro - Herman Hesse
Arcodamore - Andrea De Carlo
Pura Vita - Andrea De Carlo
Borderline - Valentina Colombani
Donne che amano troppo - Robin Norwood
..and many more.




[ °Singers° ]

Negrita
Ligabue
Bersani
Frankie H-NRG
De Gregori
Battiato
De Andrè
Caparezza
Max Pezzali
Robbie Williams
Placebo



[ °Il Piccolo Principe - Cap.XXI° ]

"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..." La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse. "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose". "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..." Il piccolo principe ritorno' l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti". "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangero'". "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..." "E' vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "E' certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

[ °Avvertenze° ]


*Amo tutto quello che fa male: droghe, coltelli, uomini..*

*Non sopporto i bambini*

*Leggo romanzi erotici mentre lavoro*

*Quando faccio le parti, prendo sempre la fetta migliore*

*Mi alleno a non provare alcuna emozione guardando foto di cadaveri su Rotten*

*Tricotillomane*

*Detesto lavarmi i denti*

*La sola differenza fra me ed un camionista sono le tette*


[ °Intorno a me° ]

Creusa
Jen
Magnolia
Marianne
Morbida
Pimms
Sdorilamas
Stellasegreta







[ °Presenze° ]

Sono stati qui *loading* angeli interrotti







[ Quello che ho già dimenticato ]

oggi
giugno 2005
maggio 2005
gennaio 2005



[ °Linkami° ]


[ °Torna da me°]






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